Lavori

29 Novembre 2022

PESCARA | PROGETTO DI RECUPERO E RESTAURO DEL CIRCOLO CANOTTIERI “LA PESCARA”

LAVORO IN CORSO
Miglioramento strutturale, restauro e rifunzionalizzazione 20%

TIPOLOGIA INTERVENTO

Miglioramento strutturale, restauro e rifunzionalizzazione

FINANZIAMENTO

Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 – Delibera CIPE 22.12.2017: € 1.800.000,00;
Fondi stanziati ai sensi dell’art. 1, commi 9 e 10, della legge 23/12/2014, n. 190: € 410.000,00

TEMPI DI ESECUZIONE DEI LAVORI

Inizio lavori: Gennaio 2023
Data fine lavori presunta: Settembre 2024

RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO

arch. Aldo Giorgio Pezzi 

PROGETTISTA E DIRETTORE DEI LAVORI:

arch. Emanuela Criber

arch. Davide Di Salvatore

IMPRESA AGGIUDICATRICE

ALMA C.I.S. s.r.l.

CIRCOLO CANOTTIERI - FOTO

Il progetto di recupero e restauro del Circolo Canottieri “La Pescara” nasce dalla volontà della Soprintendenza di intervenire sull’immobile storico tutelato della cosiddetta Pescarina al fine di recuperare uno degli immobili di architettura moderna più importanti della città pescarese e dell’intero panorama abruzzese. Obiettivo prioritario del progetto è quello di recuperare la pienezza figurativa dell’opera, assicurandone al contempo l’uso originario.

L’attività dei Canottieri non è mai cessata in quasi 90 anni; il Circolo Canottieri rappresenta, infatti, il più antico edificio ad uso sportivo di Pescara. Non appare quindi sbagliato puntare alla restituzione della forma originaria che, sotto le varie aggiunte, mantiene la sua materia, potenzialità ed espressività figurativa, che lo annoverano tra gli edifici più rappresentativi dell’architettura razionalista dell’intera Regione Abruzzo.

Le linee di indirizzo generali del progetto riguardano il RESTAURO ARCHITETTONICO del monumento, il MIGLIORAMENTO e l’ADEGUAMENTO alle norme vigenti (strutturale, antincendio, igienico-sanitario, urbnistica, funzionale, accessibilità) e il recupero della FRUIBILITÀ degli spazi per la collettività.

CENNI STORICI

La società del Circolo Canottieri “La Pescara” fu fondata nel 1924, prima della nascita della provincia di Pescara, da alcuni soci tra i quali Gabriele D’annunzio e l’architetto Liberi, protagonista della costruzione della nuova Pescara. La sede era localizzata sulla golena nord del fiume Pescara, in prossimità del ponte Risorgimento. La prima sede aveva forme e dimensioni molto differenti dall’edificio attuale. Gli unici elementi in comune sono la presenza di una grande terrazza e la parete stondata inferiore.

In seguito, probabilmente, all’esondazione del fiume Pescara del 1934, la vecchia sede fu abbandonata a fronte della costruzione di una nuova più a monte, a ridosso dell’attuale ponte D’Annunzio, costruito negli anni ’50, e del precedente ponte ferroviario. La nuova sede, con struttura in cemento armato, fu progettata dall’ing. Pompeo De Pompeis lasciandola libera al piano terra in previsione di future esondazioni del fiume. Era caratterizzata da elementi tipici delle costruzioni razionaliste dell’epoca, come i pilotis al piano terra, la parete stondata al secondo piano e chiari rimandi al tema marittimo attraverso la presenza di finestre ad oblò, ringhiere metalliche, grandi terrazze e la torretta in sommità, richiamando la forma di una nave.


I pilotis liberi sostenevano il piano superiore corrispondente all’attuale livello di Via Spalti del Re e pensato per ospitare sul lato sud-ovest la segreteria ed i servizi, mentre sul lato nord-est un’ampia sala ad uso di rimessa imbarcazioni e palestra, collegata al lungofiume con una rampa centrata rispetto il lato corto che permetteva di trasportare le imbarcazioni direttamente sulle sponde del fiume. Al di sopra due terrazze/ponti di cui quella conclusiva concepita come una sorta di ponte di comando con torretta terminale. Lo schema planimetrico è allungato ed accenna ad un interessante dialogo tra forme rettilinee e curve.

Negli anni della costruzione del ponte D’Annunzio il Circolo Canottieri manteneva ancora il diretto contatto con il fiume. Negli anni ’60 l’edificio del Circolo Canottieri occupava ancora un tratto di fiume contenuto tra due lungargini a verde vissuti come percorsi pedonali e ciclabili. Durante il decennio successivo il contesto viene stravolto: a sud prende vita la costruzione del cosiddetto “asse attrezzato”, la sopraelevata che fa perdere la percezione visiva del Bagno Borbonico (l’attuale Museo delle Genti d’Abruzzo) nella sua interezza, e a nord viene realizzata una strada che ha spezzato il rapporto di continuità tra il fiume ed il Circolo Canottieri.


In questi anni era ancora presente la rampa che permetteva l’uscita delle canoe e, fino agli anni ’70, la struttura è rimasta priva di superfetazioni. Sempre durante gli anni ’70 viene costruita una piscina semi-olimpionica, la prima nel centro della città, e l’attività sportiva inizia a diversificarsi anche con l’inserimento di nuovi sport come il calcio ed il basket. Ciò ha comportato spazi aggiuntivi non solo esterni ma anche interni rendendo necessario il tamponamento del piano terra. In questo periodo viene anche introdotto un locale adibito a ristorante sulla terrazza che viene di conseguenza chiusa. Da questo momento in poi non sarà più possibile leggere l’immagine unitaria dell’edificio originario.

Ad oggi l’edificio del Circolo Canottieri si presenta ricoperto su tutti i fronti dalle varie superfetazioni verificatesi negli anni. Originariamente la superficie esterna era lasciata ad intonaco bianco, in linea con le indicazioni generali dell’architettura razionalista. La composizione dell’intonaco, prevalentemente a base di calce, comportò l’insorgere di problemi di umidità sulle facciate per via della vicinanza al fiume. Negli anni ’70 si decise quindi di rivestire gran parte della superficie esterna con piastrelle di clinker, dando all’edificio l’aspetto con cui si presenta a noi oggi. Il piano terra, in origine aperto e porticato, si presenta oggi chiuso su tutti i fronti ed ospita una grande rimessa e dei locali adibiti a spogliatoi. Le superfetazioni più incisive del piano terra sono però rappresentate dall’aggiunta di un locale adibito a bar e di una pensilina, sul fronte sud-est, che emergono dall’impronta a terra originaria dell’edificio, rappresentando quindi dei veri e propri elementi parassitari dello stesso.


Al livello della terrazza l’estetica con la quale si presenta oggi l’edificio è profondamente diversa da quella pensata in origine. Tutta superficie in alluminio e grandi vetrate che segue il perimetro dell’edificio ad eccezione del fronte sud-ovest e coperta da lamiera grecata, infatti, è stata aggiunta tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Questa superfetazione nasconde quasi totalmente il richiamo al ponte navale, uno dei principali rimandi ai temi marittimi, voluto dall’ing. Pompeo De Pompeis.

CIRCOLO CANOTTIERI - DEMOLIZIONI
Canottieri interni espositivi
Canottieri esterni

IL PROGETTO

L’idea progettuale nasce con la volontà di restituire all’edificio del Circolo Canottieri l’estetica razionalista originale pensata dall’ing. Pompeo De Pompeis, scaricando quindi il corpo di fabbrica da tutte le superfetazioni che si sono susseguite nel tempo, restituendo alla comunità locale quello che un tempo rappresentava uno dei più importanti centri della città. Per raggiungere questo obiettivo si procederà prioritariamente con le operazioni di demolizione.

Le operazioni di parziale demolizione consentiranno di operare gli interventi di tipo strutturale, necessarie per l’adeguamento della struttura.

Terminate le operazioni di rinforzo strutturale che riguardano lo scheletro in calcestruzzo armato ed i solai in latero-cemento, si procederà con il reintegro degli ultimi due livelli che rappresentato la torretta. È stata progettata per questa porzione di edificio una nuova struttura intelaiata in acciaio con idonei ancoraggi alla struttura in calcestruzzo armato rinforzata esistente, che rappresenta tipologicamente una soluzione di gran lunga più idonea rispetto a quella esistente.

Alla quota del primo livello, in prossimità della facciata nord-est, dove un tempo era presente la rampa per la

salita e la discesa delle canoe, è stata progettata una rampa di scale in modo da dare un ingresso privilegiato alla palestra del Circolo Canottieri, collegandola direttamente al vicino edificio adibito a rimessa delle canoe Tutte le superfici, ad eccezione delle pavimentazioni, saranno intonacate e tinteggiate di bianco, restituendo all’edificio quella che era l’estetica originaria. 

Canottieri estreno scale

Alle operazioni di ripristino degli elementi necessari a restituire l’immagine originaria dell’edificio del Circolo Canottieri si sono aggiunte delle integrazioni oggi necessarie per garantire la corretta fruibilità degli spazi: i collegamenti verticali. Questi si sintetizzano in un corpo scale esterno in acciaio, che sostituisce quello in cemento armato demolito, ed un ascensore interno, entrambi per permettere il collegamento dal piano terra, quota lungofiume, al secondo piano, quota terrazza. Il corpo scala addossato alla parete sud-ovest è caratterizzato da pannelli in alluminio retroilluminati, a rivestimento degli elementi verticali in acciaio della struttura, con fori circolari, permettendo il passaggio della luce attraverso un motivo dinamico che richiama idealmente l’elemento acqua e le attività sportive ad esso collegate.

La stessa soluzione compositiva per la scelta del rivestimento è stata adottata per la rimessa delle canoe e per alcuni spazi interni. Il piano terra è caratterizzato da locali polifunzionali non deputati alla permanenza continuativa di persone, dedicati ad ospitare esposizioni temporanee o eventi di vario genere, che occupano lo spazio attualmente in uso come rimessa. 

Canottieri interni bar
Canottieri Interni
Canottieri - palestra

Il primo piano è il piano dedicato alle attività del Circolo Canottieri “La Pescara”, con una grande palestra rinnovata rispetto quella attuale, direttamente collegata alla rimessa canoe posta all’esterno, ed i servizi annessi alle attività del circolo. 

Gli ultimi piani, che rappresentano la torretta, ospitano un bar ed i relativi locali di servizio. La grande terrazza è lasciata libera ed usufruibile sia dai clienti del bar che dai visitatori esterni. 

Per l’area esterna si interviene seguendo la volontà di riqualificare un’area che è stata protagonista della storia dell’evoluzione dell’intera città di Pescara. L’obiettivo è quindi quello di recuperare il lungargine in corrispondenza dell’edificio del Circolo Canottieri, attraverso la restituzione alla comunità dell’area adiacente, oggi in abbandono e soggetta ad episodi di vandalismo. In questo modo sarà possibile far tornare l’area fruibile per attività all’aperto e come luogo di incontro.

L’intervento più significativo che andrà realizzato nell’area esterna sarà quello di estirpazione di tutti i pini adiacenti al fronte lungofiume, in modo da creare un collegamento visivo diretto tra lo stesso e l’edificio.

CIRCOLO CANOTTIERI - ESTERNI
PESCARA | PROGETTO DI RECUPERO E RESTAURO DEL CIRCOLO CANOTTIERI “LA PESCARA”

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