Comunicati Stampa

26 Maggio 2026

NECROPOLI DI PUNTA PENNA | VASTO (CH)

La Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara comunica che, nell’ambito del procedimento relativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico nell’area industriale di Punta Penna, nella porzione settentrionale del Comune di Vasto, è stato individuato un contesto funerario di età preromana di rilevante interesse archeologico.

Le attività archeologiche, finanziate dalla Ditta proponente e svolte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza – costantemente presente sul cantiere – sono il risultato dell’applicazione delle prescrizioni di tutela in materia di archeologia preventiva previste dalla normativa vigente. In particolare, le indagini hanno consentito di individuare un ampio nucleo funerario costituito da numerose sepolture inquadrabili preliminarmente tra V e IV secolo a.C., oltre ai resti di una struttura di cui, allo stato attuale delle ricerche, non è ancora possibile definire con certezza cronologia e funzione. I dati raccolti risultano infatti ancora insufficienti per formulare interpretazioni definitive, sebbene il materiale archeologico rinvenuto in superficie sembrerebbe indicare una fase di frequentazione dell’area in epoca ellenistico-romana.

L’attività di scavo e documentazione appena conclusa ha permesso di acquisire dati di rilevante interesse scientifico; ulteriori campagne di indagine e approfondimento saranno avviate nel prossimo futuro, con un impegno economico diretto del Ministero della Cultura, al fine di garantire un’adeguata salvaguardia del contesto e definire con maggiore precisione cronologia, estensione e caratteristiche del contesto archeologico. Sono state inoltre già programmati, a valere sui fondi ordinari della Soprintendenza, interventi di restauro degli oggetti di corredo deposti all’interno delle sepolture.

Si evidenzia inoltre che le attività fin qui condotte sono state mantenute nel massimo riserbo, in conformità alle ordinarie procedure adottate dalla Soprintendenza, al fine di garantire la piena tutela del sito archeologico e dei reperti, obiettivo prioritario dell’attività istituzionale. Tale riservatezza si è resa necessaria anche per ragioni di sicurezza, trattandosi di un’area di cantiere tutt’ora attiva e soggetta a specifiche prescrizioni operative e di accesso. Le notizie diffuse in questi giorni a mezzo stampa rischiano di vanificare la cautela sin qui scientemente adottata.

Il rinvenimento conferma la rilevanza archeologica del comparto vastese, già noto in letteratura per la presenza di testimonianze riferibili alla frequentazione antica del territorio. Il nuovo contesto offre un’importante occasione di approfondimento sulle dinamiche insediative e funerarie delle comunità italiche dell’Abruzzo meridionale.

Tutti i reperti rinvenuti saranno sottoposti alle necessarie operazioni di restauro propedeutiche alle attività di studio e catalogazione. Una selezione dei materiali maggiormente significativi, inoltre, sarà destinata all’esposizione nell’ambito del rinnovato percorso museale attualmente in corso di progettazione presso Palazzo d’Avalos a Vasto, contribuendo così alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio archeologico del territorio nello stesso luogo di rinvenimento.

La Soprintendenza provvederà a informare la cittadinanza interessata e la comunità scientifica sugli sviluppi delle ricerche, attraverso comunicazioni ufficiali e future iniziative di divulgazione pubblica, una volta completate le fasi, già programmate e in procinto di avviarsi, di indagine e studio.

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