Comunicati Stampa

23 Gennaio 2021

UNA FINESTRA SI E’ APERTA SUL PASSATO DI CHIETI

Piazza S.Giustino: i risultati delle indagini archelogiche sulle stratificazioni urbane nel sottosuolo

Archeologia preventiva

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Chieti e Pescara ha doverosamente prescritto al Comune di Chieti, in base a quanto stabilito dall’art 25 del D.Lgs 50/2016, le indagini archeologiche preliminari per il progetto di “riqualificazione architettonica di piazza San Giustino” denominato “Riqualific@Teate”, finanziato in base al DPCM 25.05.2016.

E’ stato pertanto avviato ad ottobre un intervento di archeologia preventiva – per verificare la possibilità di costruire i tunnel per i sottoservizi e le altre strutture previste nel progetto; – per la migliore conduzione dei lavori nell’ambito della tutela delle eventuali preesistenze di riconosciuto interesse culturale che dovessero essere conservate nel sottosuolo.

Naturalmente, tale indagine archeologica preventiva deve portare alla realizzazione del progetto iniziale, pur con eventuali aggiustamenti opportunamente valutati ed effettuati in accordo tra l’Ente di tutela e l’Ente che realizza il progetto.

Risultati

Nel primo lotto dei lavori condotti su metà piazza, questa indagine preliminare alla realizzazione del progetto, preceduta da prospezioni geologiche non invasive (Fabio Colantonio), si è finora per necessità fermata alle fasi medievali presenti nel sottosuolo di piazza San Giustino; nell’assetto generale sono stati riconosciuti ed individuati gli indizi di una più antica sistemazione urbana, di età romana repubblicana e imperiale, non ancora riferibili a strutture monumentali definite, i cui livelli potrebbero trovarsi a quote più profonde rispetto ai piani attualmente evidenziati, tanto che per raggiungerli correttamente occorrerebbero mesi di scavo e sarebbe necessario smontare i muri e le strutture di epoca moderna e medievale. Il metodo archeologico ripara a questa distruzione con la documentazione fotografica, grafica, filmata (da Nicola Genovesi) e computerizzata. Ma nulla viene cancellato per sempre e, anzi, il racconto di quanto si è compreso entra nella circolazione delle idee che è il vero valore culturale, la reale ricchezza che deve far posto al feticcio del muretto, del coccio, pur considerati come monumenti irripetibili di storia.

Le murature esistenti nel sottosuolo appartengono a varie fasi della città:

• poderose mura in opera laterizia di epoca post-classica poste di fronte all’attuale Palazzo di Giustizia

• murature di epoca altomedievale e medievale spesso realizzate con elementi di spoglio di epoca romana (frammenti di colonne e semicolonne scanalate, cubilia, soglie e mattoni) ed elevati costruiti in materiali deperibili (argilla concotta con impronte di incannucciata) riferibili, nella zona orientale dell’area finora indagata, ad un uso abitativo o produttivo;

• nell’area più vicina alla cattedrale, le murature sembrano essere pertinenti ad una cisterna o a un grande ambiente interrato che conserva un lacerto pavimentale realizzato in piccoli mattoni posti a spina di pesce; nei pressi, in una intercapedine riempita con materiale di spoglio anche di età romana è stata recuperata la straordinaria, finissima testina femminile in marmo raffigurante Venere.

Nel corso delle indagini archeologiche, coordinate dalla Soprintendente Rosaria Mencarelli e dall’archeologa Rosanna Tuteri con l’assistenza di Sabatino Letta, sono state dunque condotte in sei aree le analisi stratigrafiche generali e di dettaglio (Maria Di Iorio, Paola Riccitelli), i rilievi diretti che presuppongono una capacità di analisi interpretativa e restitutiva al tratto (Paolo Fraticelli), il rilevamento fotogrammetrico (Serafino Lorenzo Ferreri di Kimera s.r.l.) che trova la sua prima applicazione a Chieti e permette di ottenere modelli tridimensionali in movimento e ortofoto per una documentazione georeferenziata nel sistema di riferimento geodetico della Regione Abruzzo; non vengono trascurate le analisi petrografiche (Silvano Agostini), quelle paleobotaniche e quelle propedeutiche al restauro (Maria Isabella Pierigè).

Aspettative

In un ambito quale il centro storico di Chieti, questo intervento preventivo ai lavori si connota anche come indagine di “archeologia urbana” che, con il ricorso al metodo stratigrafico e una visione diacronica dello sviluppo urbano, non privilegia una particolare fase della storia locale, ma concorre a conoscere e preservare il carattere storico della città, per come si è evoluto e trasformato nel tempo fino ai nostri giorni.

L’intervento archeologico si pone quindi come necessaria fonte di acquisizione dei dati materiali per la ricostruzione della storia urbana: si tratta di elementi di varia cronologia, appartenenti a città succedutesi nel tempo e mai vissutecontemporaneamente, la cui comprensione è però difficilissima a prima vista e ai non addetti, come difficilissima ne è anche la conservazione all’aperto. Del resto, limitarsi a controllare che i nuovi lavori non danneggino le preesistenze, senza approfondire le indagini per individuarne tipologia e cronologia, sarebbe conseguenza di una visione asfittica della tutela, non vivificata dalla ricerca che porta conoscenza e condivisione. Questi inediti paesaggi, insieme al carattere pluristratificato della piazza e della città, devono costituire un valore aggiunto che va restituito e comunicato in una sede opportuna (un locale, o un’installazione), in un luogo destinato a raccontare e a presentare quanto rinvenuto con immagini, con rilievi e con gli stessi reperti.

Ufficio Comunicazione 

UNA FINESTRA SI E’ APERTA SUL PASSATO DI CHIETI

Ultimi articoli

Iniziative ed Eventi 25 Giugno 2026

GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2026: DUE GIORNI ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DELLE PROVINCE DI CHIETI E PESCARA

Il 13 e 14 giugno 2026 si sono svolte le Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), iniziativa promossa a livello europeo per avvicinare il pubblico alla conoscenza del patrimonio archeologico e alle attività di ricerca, tutela e valorizzazione.

Focus 18 Giugno 2026

EX TIPOGRAFIA MASCIANGELO | LANCIANO (CH)

Storia ed evoluzione dell’arte tipografica frentana Non sono annoverate, fino alla fine del XVI secolo, tipografie operose nella città di Lanciano.

Iniziative ed Eventi 3 Giugno 2026

GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA | 12-13-14 GIUGNO 2026

Come ogni anno, nel mese di giugno, torna l’appuntamento con le Giornate Europee dell’Archeologia, organizzate dal Ministero della Cultura francese e dall’INRAP, l’Istituto Nazionale di Ricerca Archeologica Preventiva della Francia ed in Italia promosse dal Ministero della Cultura.

Comunicati Stampa 26 Maggio 2026

NECROPOLI DI PUNTA PENNA | VASTO (CH)

La Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara comunica che, nell’ambito del procedimento relativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico nell’area industriale di Punta Penna, nella porzione settentrionale del Comune di Vasto, è stato individuato un contesto funerario di età preromana di rilevante interesse archeologico.

torna all'inizio del contenuto